Specialità tipiche abruzzesi

Specialità d’Abruzzo

Pasta di Fara San Martino
A Fara San Martino, piccolo paese ai confini con il Parco Nazionale della Majella, reso famoso dalla presenza di famosi pastifici come De Cecco e Delverde, troviamo anche un piccolo pastificio artigianale che vale la pena di menzionare. Si tratta del pastificio del Cav. Giuseppe Cocco, che produce pasta secondo un’antica ricetta, che vede quattro ingredienti: il grano, l’acqua, l’aria e la lavorazione. La sfoglia infatti passa attraverso trafile in bronzo, che assicurano alla pasta la ruvidezza necessaria per raccogliere il sapore dei sughi. Inoltre l’essiccazione avviene ancora a temperatura naturale.

Maccheroncini di Campofilone
Campofilone, piccolo e caratteristico paese nella provincia di Ascoli Piceno, è sinonimo di pasta, di maccheroncini (detti anche capellini) tanto delicati da sciogliersi in bocca. Impasto di sola farina e uova, lavorato da abili mani, che lo spianano con il mattarello in sfoglie sottilissime, arrotolate e tagliate il più sottile possibile.

Olive all’ascolana
La storia delle Olive ascolane è lunga. Già nell’antichità le olive in salamoia (verdi e nere) rappresentavano un pasto ritenuto nutriente, tanto che i legionari romani se ne nutrivano e portavano sempre nelle loro bisacce un pugno di olive per i momenti più brutti. Ad ogni buon conto, fare l’oliva ripiena non è tanto facile. Le olive vanno snocciolate, poi vengono dissalate e riempite con un impasto precedentemente preparato a base di carne bovina, carne suina, mortadella, pollo, pane grattugiato, uova, parmigiano, farina, odori, ed aromi naturali e cotto per circa un’ora. Poi una volta riempite vengono infarinate, pastellate, impanate e quindi fritte.

Zafferano
Esiste nel cuore dell’Abruzzo, una piccola area che prende il nome di Piana di Navelli, sulle montagne aquilane, che è famosa presso i buongustai di tutto il mondo per la produzione di questa spezia. Lo zafferano viene ricavato dagli stimmi, dei fiori del crocus sativus, fatto essiccare e polverizzato. La coltivazione dello zafferano è ancora manuale. Accanto al tradizionale uso gastronomico classico, (come nel risotto alla milanese) viene usato nella preparazione di dolci, liquori e come pianta medicinale.

Miele
Il rapporto con una natura ancora in larga parte incontaminata, ha favorito il diffondersi di una delle più antiche e nobili arti agricole: l’apicoltura. La fortunata conformazione orografica dell’Abruzzo, il susseguirsi di montagne, di altipiani, di valli e l’influenza mitigatrice del mare, hanno concesso una ricchezza di paesaggi che offrono una eccezionale profusione di essenze mellifere, dalle quali scaturiscono a seconda dei periodi dell’anno un particolare tipo di miele: acacia, millefiori, lupinella, sulla, girasole, e poi castagno, timo e l’elenco potrebbe continuare ancora.

Il Parrozzo
Tra le specialità dolciarie merita una menzione particolare il Parrozzo. L’antichissimo “Pane Rozzo” preparato dai contadini con il granoturco è diventato un dolce prelibato unendo la vocazione dolciaria del pasticcere Luigi D’Amico e l’ispirazione del poeta Gabriele D’Annunzio. Riproducendo il giallo del granturco con quello delle uova, aggiungendo farina di mandorle e mantenendo la forma semisferica dell’epoca con una copertura di finissimo cioccolato fondente.

Il Pan Ducale
Il pasticcere D’Amario intorno agli anni ’60 prese la decisione di dare forma e vita ad un dolce che si richiamasse come contenuto alla tradizionale “Pizza alle Mandorle”, antica ricetta di Atri, sulle coline del teramano, utilizzando gli stessi ingredienti delle massaie atriane. Decise di dare forma rettangolare a questo antico dolce, il più apprezzato nelle mense dei Duchi d’Acquaviva, da cui il nome “Pan Ducale”.

I Confetti
Le prime produzioni di questo dolce, per tradizione legato ai matrimoni, iniziò a Sulmona nel XV secolo. Un’altra priorità di Sulmona è la lavorazione artistica dei confetti che ebbe origine sempre XV secolo presso il Monastero di S. Chiara e che permette di utilizzare i confetti per la preparazione di fiori, grappoli, spighe, rosari, cestini. Gli ingredienti sono semplici zucchero e mandorla, da evitare le imitazioni che usano impropriamente nella preparazione amido e farina.

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