Parchi Naturali in Abruzzo

Un mondo da scoprire

Abruzzo da Vedere

Vi proponiamo in questa parte degli itinerari per conoscere e visitare posti e luoghi nelle vicinanze della località da voi scelta per la vostra vacanza al mare.

Un’occasione per conoscere da vicino la nostra regione, un approfondimento culturale o semplicemente per alternare le giornate di mare ad una giornata diversa e piacevole.

Buon divertimento alla scoperta dell’Abruzzo!

gran sasso teramo

Parco del Gran Sasso, lato Teramano

A Montorio al Vomano esige una visita la Collegiata di San Rocco, con grandi altari barocchi in legno e preziosi arredi. Da vedere anche la Chiesa di San Filippo, la Chiesa degli Zoccolanti, la Chiesa dei Cappuccini con il chiostro, e i baluardi del Forte spagnolo.

Può essere piacevole e interessante una passeggiata lungo le strade del centro storico ricche di antichi edifici, fra cui Casa Catini, con un bel portale del Quattrocento. Sul fiume Vomano ci sono, poi, i resti di un rarissimo Tempio dedicato a Ercole.

Pietracamela, centro turistico sia estivo sia invernale, è l’antica Petra Cimmera. La neve che per tanti anni aveva tarpato le ali ad ogni tipo di iniziativa, con il progresso e la moda dello sci ha dato nuova linfa a questa come ad altri analoghi centri.

La stazione sciistica di Prati di Tivo richiama, infatti, numerosi sciatori sia dal Teramano sia dalle vicine Marche. L’estate Pietracamela si presta splendidamente come base per escursioni e passeggiate tra il verde dei boschi.

Parco della Maiella

Nella Valle Peligna, ai piedi del Morrone, a 405 metri, sorge Sulmona. Delle sue origini narra Ovidio, il poeta dell’amore che vi ebbe i natali nel 43 a.C., e la sua storia è raccontata dai monumenti, dagli archivi, dai musei e dalle tradizioni.

Fiorente centro italico, quindi municipio romano, importante città del medioevo e del rinascimento, conserva un notevole patrimonio artistico. Le memorie ovidiane sono legate allo stemma civico (Sulmo mihi patria est), alla sua statua bronzea e alla biblioteca. Quelle celestiniane portano gli affreschi duecenteschi di Gentile da Sulmona, nell’eremo di Sant’Onofrio sul Monte Morrone donde l’eremita fu tratto il 29 agosto 1294 per ascendere al soglio pontificio nella basilica di Collemaggio all’Aquila, ed ancora al grandioso complesso della Badia che fu la sede dell’Abate supremo dell’Ordine Celestino. I resti del tempio di Ercole Curino ci fanno tornare al primo secolo a.C., all’epoca di altri templi pagani come quello di Apollo e Vesta sulle cui rovine sorse, nell’alto medioevo, il primo nucleo della Cattedrale di San Panfilo.

parco majella

Parco del Velino Sirente

L’altopiano delle Rocche si apre nel suo meraviglioso paesaggio dopo aver superato il valico di Rocca di Cambio con la pittoresca omonima cittadina che a 1434 metri sul livello del mare è il comune più alto degli Appennini. Quindi Rocca di Mezzo con le sue pinete ed i campi di narcisi che a maggio si raccolgono per la sagra.

Da Rocca di Mezzo si entra nel Parco Regionale del Sirente, dominato da vette superbe, con le sue meravigliose foreste, dimora di daini e caprioli. In un paesaggio incontaminato si scoprono Secinaro (m. 859), ai piedi del Monte Sirente; Gagliano Aterno (m. 653), con il trecentesco castello Piccolomini; Castel di Ieri; Castelvecchio Subequo (m. 490), con la duecentesca chiesa di San Francesco.

Risalendo la Valle Subequana si incontrano Molina Aterno; Acciano; Tione degli Abruzzi; Fontecchio (m. 668), con la fontana trecentesca e il convento di San Francesco. Infine la grotta di Stiffe con il suo torrente sotterraneo che forma cascate e laghetti in cui si specchiano stupende concrezioni, Villa S. Angelo e S. Eusanio Forconese.

San Bartolomeo in Legio

Nel 1274, dopo aver ottenuto il riconoscimento dell’ordine dei Fratelli di Santo Spirito, Frà Pietro si ritirò con alcuni discepoli a San Bartolomeo in Legio, dove restò fino al 1276.
La costruzione, assai antica e risalente ai primi tempi della presenza eremita sulla Majella, era stata restaurata intorno al 1250 e lo aveva accolto già durante le numerose quaresime a cui voleva sottoporsi. L’edificio si stende in uno scenario insolitamente arido, sotto un costone roccioso che lo copre completamente.
All’eremo vero e proprio si accede attraverso la Scala santa, percorsa solitamente in ginocchio e passando per la chiesa, il cui unico arredo è un semplice altare su cui è posta la statua lignea del santo apostolo. Sulla parete di sinistra una cavità raccoglie una modesta risorgenza d’acqua, che i fedeli ritengono miracolosa. Una porta a lato dell’altare conduce agli ambienti successivi.
Nei prati vicino all’Eremo di San Bartolomeo sono ben visibili e da visitare i Tholos. Sono costruzioni in pietra a secco, utilizzate dai pastori, simile ai Nuraghi presenti in Sardegna.
Santo Spirito a Majella
Dopo aver riparato i resti di un antico altare, nel 1246, la piccola comunità di Frà Pietro, cominciò a costruire una chiesetta dedicata a Santo Spirito, la cui fondazione è legata ad un racconto leggendario.
Il soggiorno di Pietro sulla Majella durò, tra alterne vicende fino al 1293, quando si ritirò a Sant’Onofrio del Morrone. Ma non per questo il luogo cessò di essere frequentato: dal 1310 al 1317 vi fu abate il beato Roberto da Salle e nel 1347, tra le sue mura, si rifugiò Cola di Rienzo, attrattovi dalle parole di Francesco Petrarca che nel De vita solitaria, definisce questo monastero come uno dei luoghi più adatti all’ascesi spirituale.
Dopo un lungo periodo di abbandono la costruzione fu ancora una volta restaurata ed accresciuta nel 1586, dal monaco celestino Pietro Santucci da Manfredonia.
Negli ultimi anni del secolo XVII il principe Caracciolo di San Buono aggiunse agli edifici abbaziali un fabbricato a tre piani che ancora oggi, funge da foresteria e sotto la chiesa, un locale per la sepoltura di famiglia.
Per chi ha voglia di camminare, dall’Eremo di Santo Spirito parte un interessante sentiero, denominato Sentiero del Parco, in quanto ci troviamo nel Parco Nazionale della Majella, che si inoltra nella faggeta e risale un piccolo torrente, fino a giungere ad una suggestiva cascata.

eremi celestino