Abruzzo da vedere

Un mondo da scoprire

Abruzzo da Vedere

Vi proponiamo in questa parte degli itinerari per conoscere e visitare posti e luoghi nelle vicinanze della località da voi scelta per la vostra vacanza al mare.

Un’occasione per conoscere da vicino la nostra regione, un approfondimento culturale o semplicemente per alternare le giornate di mare ad una giornata diversa e piacevole.

Buon divertimento alla scoperta dell’Abruzzo!

atri

Atri, città d’Arte

Atri ha radici antichissime e la città è databile fra il VII e il V secolo a.C. Nel 290 a.C. divenne colonia romana e, quando Roma dovette affrontare Annibale, trovò un sicuro alleato in Hatria che, successivamente, rifiutò persino di entrare nella Lega italica, scegliendo di combattere, ancora una volta, a fianco di Roma. Da Hatria veniva la famiglia dell’imperatore Adriano e alcuni storici attribuiscono ad Hatria l’origine del nome del mare Adriatico, origine contesa con l’Adria veneta e con la Andria pugliese.

Caduto l’Impero romano Hatria subì le incursioni e il potere dei barbari. Sotto i Longobardi, come Teramo, fece parte del Ducato di Spoleto. Divenne poi dominio dei Franchi e dei Normanni. Nel secolo XII passò al Papa e poi agli Svevi, agli Angioini e, infine, alla potente famiglia degli Acquaviva che vi regnò fino al secolo XVIII. Nel 1775 la città fu data al Demanio e Ferdinando I concesse il titolo di Duca d’Atri al Conte di Conversano Carlo Acquaviva d’Aragona.

La ricca storia di cui la città è stata protagonista è testimoniata ancora oggi dai numerosi monumenti e dalle particolari caratteristiche architettoniche che fanno di Atri una vera e proprio città d’arte e di storia, oltre che una meta turistica alla quale non si può sicuramente rinunciare.

Campli

Bellissimo, a Campli, il medievale Palazzo parlamentare, poi Farnese, sede del Comune, con archi a tutto sesto che compongono un bel portico, e caratteristiche trifore. Di fronte, la Cattedrale di Santa Maria in Platea, del 1300, che presenta una romanica torre campanaria. All’interno, a tre navate, ricco di opere d’arte, c’è un altare rinascimentale e un soffitto in legno dipinto. Da visitare la Chiesa di San Francesco, con dipinti cinquecenteschi, la Chiesa della Misericordia, del sec. XIV, e la Chiesa di San Paolo, con la Scala Santa, così denominata poichè, dopo il 1776 si diffuse l’usanza di concedere l’indulgenza a coloro che la percorrevano in ginocchio. Lungo il corso rappresentano splendidi esempi di architettura cinquecentesca la Casa del Farmacista, con una bella loggia, e la Casa del Medico con un particolare cortile. Rilevante il Museo archeologico nazionale che custodisce resti italici, provenienti dalla vicina Necropoli di Campovalano.

A Campovalano merita una visita anche la Chiesa di San Pietro, fondata nel sec.VIII e riedificata nel XII-XIII secolo. Nella località di Nocella è possibile ammirare la Torre dei Signori di Melatino, costruita nel XIV secolo, mentre nella frazione di Castelnuovo, si trova la Porta Orientale, che apparteneva alle fortificazioni medievali di Campli, affiancata da una chiesa e da una torre campanaria del sec. XIV.

In località Morge, sui resti di un tempio romano sorge la Chiesa della Trinità, mentre sul Colle S.Lucia si erge il quattrocentesco Convento di S.Bernardino.

campli
ceramiche di castelli

Cosa vedere a Castelli

Nota soprattutto per le sue botteghe artigiane, Castelli è stata ribattezzata “città della ceramica” e deve la sua fama proprio a quest’arte, le cui origini risalgono al XII secolo circa. È da allora che nel piccolo, ma caratteristico paesino ai piedi del Gran Sasso, si tramanda, di padre in figlio, quest’arte finissima.

Da vedere il Museo civico, la chiesetta campestre di San Donato, con pavimento e soffitto maiolicato del ‘400, definita da Carlo Levi “la Cappella Sistina della maiolica italiana”, la Via Carmine Gentile, con la casa di Orazio Pompei, e l’Istituto d’arte che custodisce, fra i tanti capolavori dell’arte castellana, uno splendido presepe in ceramica, con circa cento personaggi.

Merita poi una visita la Parrocchiale di San Giovanni Battista, eretta nel 1601, che conserva, fra le altre cose, una statua lignea duecentesca di Sant’Anna con Maria Bambina e una pala d’altare maiolicata, realizzata, nel 1647, da Francesco Grue, appartenente a un’illustre famiglia di artigiani della ceramica. Opere in ceramica si trovano anche all’interno del Chiostro dell’ex Convento dei Francescani, del 1600, con un loggiato dai pilastri maiolicati. Nel mese di Agosto si svolge a Castelli una mostra mercato dell’artigianato ceramico che si conclude con il caratteristico “lancio dei piatti” sugli strapiombi del torrente Leomogna.

Per completare la giornata si possono scegliere due itinerari aggiuntivi; uno naturalistico e l’altro religioso. Una passeggiata a piedi verso il Fondo della Salsa richiede circa 2 ore di tempo per l’andata e il ritorno con un dislivello di 450 metri. Mentre per una visita al vicino Santuario di San Gabriele comporta solo una piccola deviazione verso la via del ritorno.

Civitella del Tronto

Fortezza di primaria importanza, ultimo baluardo borbonico a cadere, nel 1861, sotto la spinta unificatrice delle truppe piemontesi, nella sua lunga vita ha vissuto contingenze di ogni sorta.

Fu fondata intorno al X secolo. Nel 1557 la storia segnala il primo grande assedio: cinque mesi passati invano sotto le sue mura da parte del duca di Guisa e delle truppe di papa Paolo IV. Tra le sue tante storie si ricorda una resa, onorevole, ma sempre resa, che nessuno degli assediati voleva materialmente, consegnando la bandiera al nemico francese. Il comandante Matteo Wade, dopo aver resistito quattro mesi all’assedio, non se la sentiva di offrire la bandiera, così pure i suoi ufficiali, allora il compito venne affidato ad un soldato divenuto cieco durante un combattimento, così nessuno avrebbe visto la bandiera in mano al nemico. Nella cittadina sottostante, di impronta gotica e tardo-rinascimentale, si trova la romanica Chiesa di San Francesco, con un ricco rosone. All’interno c’è uno splendido coro in legno del ‘400. La Chiesa di San Lorenzo, del ‘200, conserva una cripta della Beata Angiolina di Corbara e la croce in argento e rame di Sant’Ubaldo.

Nei pressi, a est del centro abitato, è possibile ammirare la Porta duecentesca. Le centralissime via Mazzini e via Roma sono costellate da signorili abitazioni medievali e rinascimentali che rendono quanto mai pittoresco il cuore del centro abitato. Su piazza Rosati si erge il Palazzo del Conte de’ Termes, del secolo XIV.

Vi consigliamo, poi, una sosta refrigerante alla Fontana degli Amanti. Da vedere, inoltre, il Santuario di Santa Maria dei Lumi, di origine romanica, e l’Abbazia di Montesanato. Poco distante dal centro l’Eremo di San Michele Arcangelo con grotte ricche di stalattiti e stalagmiti e, più oltre, le Gole del Salinello, e i ruderi di Castel Manfrino, fatto costruire da re Manfredi.

civitella del tronto
l'aquila

L’Aquila

La città conserva numerose vestigia del suo antico e fiorente municipio medievale e pregevoli opere d’arte romaniche e rinascimentali. Tra i suoi monumenti più insigni: la Basilica di S. Maria di Collemaggio (sec. XIII), capolavoro del romanico-gotico abruzzese della facciata in pietra bianca e rosa. Nell’interno, romanico-ogivale, a tre navate, si conservano, in un mausoleo rinascimentale, le spoglie di Papa Celestino V, promotore della edificazione della basilica stessa, dove fu poi incoronato, il 29 agosto 1294, da Carlo II d’Angiò. Sul fianco sinistro della Basilica è la Porta Santa, che si apre ogni anno il 28 di agosto dopo il corteo storico della Perdonanza Celestiniana.

Teramo

La città ha origini antichissime, essendo stata abitata fin dai tempi preistorici. Fu, poi, la capitale del Praetutium, nome dato al territorio teramano quando la città, perduta la libertà italica, divenne dominio romano.

Sotto i romani Teramo si trovò ad essere al tempo stesso colonia e municipio. Sotto l’imperatore Augusto e poi sotto Adriano conobbe un lungo periodo aureo del quale furono testimonianza i templi, le terme, il teatro, l’anfiteatro e tutta una serie di monumenti oggi sommersi dalla nuova città. Dopo questa lunga era felice, la città romana fu distrutta, nel 410, dai Goti di Alarico e conobbe un periodo di decadenza.

Successivamente, sotto i Longobardi, fu aggregata, come Contea, al Ducato di Spoleto. Venne poi il periodo normanno e, a metà del Trecento, il dominio angioino. Tornò, allora, la prosperità, ma fra il 1300 e il 1400 la città di Teramo fu dilaniata dalle lotte fra le fazioni dei Melatini e degli Antonelli, degli Spennati e dei Mazzaclocchi. Diverse famiglie si alternarono al potere, fino a quando, nel 1421, Braccio Fortebraccio da Montone le estromise dal comando della città.

Dal 1438 al 1443 Teramo fu tenuta da Francesco Sforza e, poi, da Alfonso d’Aragona. In seguito alla guerra di successione spagnola divenne dominio austriaco e, nel 1798, passò ai Francesi. Nel 1815, dopo la rivolta contro il governo di Murat, la città aprutina tornò al Regno di Napoli, per seguire poi la storia e la sorte del Meridione.

teramo