L’Aquila

La città de L’Aquila

La città conserva numerose vestigia del suo antico e fiorente municipio medievale e pregevoli opere d’arte romaniche e rinascimentali. Tra i suoi monumenti più insigni: la Basilica di S. Maria di Collemaggio (sec. XIII), capolavoro del romanico-gotico abruzzese della facciata in pietra bianca e rosa. Nell’interno, romanico-ogivale, a tre navate, si conservano, in un mausoleo rinascimentale, le spoglie di Papa Celestino V, promotore della edificazione della basilica stessa, dove fu poi incoronato, il 29 agosto 1294, da Carlo II d’Angiò. Sul fianco sinistro della Basilica è la Porta Santa, che si apre ogni anno il 28 di agosto dopo il corteo storico della Perdonanza Celestiniana.

La Basilica di S. Bernardino da Siena, monumento tra i più significativi dell’architettura rinascimentale in Abruzzo. L’ardita facciata, a tre ordini diversi sovrapposti, fu realizzata nel secolo XVIII, si ammirano: il soffitto e l’organo in legno intagliato, dorato e dipinto di Ferdinando Mosca da Pescocostanzo del sec. XVIII; il mausoleo di S. Bernardino (sec. XVI), dove è custodito il corpo intatto del Santo senese, opera dello scultore e architetto Silvestro dell’Aquila; la tomba della nobile signora aquilana Maria Perejra Camponeschi; una pala d’altare, in terracotta policroma raffigurante la Madonna col Bambino, di Silvestro dell’Aquila.

Il Castello Cinquecentesco, la maggiore fortezza della regione, eretto nel 1534 per ordine del governo di Spagna su disegno dell’ingegnere Don Pirro Luis Escribà. L’imponente costruzione, che costituisce un esempio tipico di architettura militare, sorse a spese degli aquilani, per espiazione di un loro gesto di rivolta del 1527, alle guarnigioni spagnole. Oggi è sede del Museo Nazionale d’Abruzzo con varie sezioni che vanno dalla preistoria all’arte sacra e a quella contemporanea. In due bastioni sono stati ricavati un auditorium e una sala per congressi.

La Fontana delle 99 cannelle (sec. XIII), di Tancredi da Pentima, ancora oggi è uno dei più suggestivi monumenti italiani del genere. Capoluogo della regione abruzzese, sorge nella Valle dell’Aterno, dominata dal Gran Sasso a 721 metri s.l.m. La caratterizzano un clima salubre e gradevole, un impianto urbanistico medievale, antiche tradizioni di ospitalità e cultura, testimonianze d’arte che ne raccontano la storia; occasioni culturali ed interessi scientifici suscitati dal movimento della vita accademica, dai musei, dalle stagioni concertistiche e teatrali; ottime attrezzature sportive, possibilità di itinerari e gite nei dintorni e ancora gastronomia, artigianato e folclore.

Tutt’intorno all’orizzonte una corona di monti dalle cui pendici giunsero gli abitanti delle novantanove “castella” che nel 1254, in esecuzione del diploma dell’imperatore Federico II di Svevia, fondarono la città che vollero grande, bella e forte. I naturali dei castelli, epigoni dei fieri popoli della valle, erano stati i fondatori delle fiorenti città sabine e vestine, poi entrate nell’ordinamento romano e nei secoli successivi andate distrutte dalle invasioni barbariche. Nel 1257, a tre anni soltanto dalla fondazione, L’Aquila era sede vescovile; nel 1272 Tancredi da Pentima vi edificò la Fontana delle 99 Cannelle.

Nel 1294, la città accoglieva l’incoronazione di Papa Celestino V che richiamò sovrani, principi della chiesa, dignitari, letterati, e poeti tra cui Dante Alighieri, oltre ad una folla di duecentomila persone.

L’avvicendarsi degli Aragonesi agli Angioini sul trono di Napoli non mutò le sorti della città. Pur se funestata da guerre, da duri assedi, come quello di Braccio da Montone nel 1424, e da disastrosi terremoti e pestilenze, era considerata dalla capitale del regno più come alleata che come suddita.

La città cresceva in floridezza economica e culturale: gli allevamenti ovili con la lavorazione della lana e delle pelli, la coltivazione dello zafferano, l’arte dei merletti e dei metalli alimentavano le relazioni commerciali con le principali città europee. Nel XV secolo ebbe il privilegio di battere moneta, l’istituzione dell’Università con le stesse prerogative dei famosi “Studi” di Bologna, Siena e Perugia e una tipografia aperta da Adamo di Rottweil, allievo dell’inventore della stampa.

Pittori, scultori, storici e poeti lasciavano l’orma del loro genio in un generale fervore di iniziative cui faceva riscontro un’ardente spiritualità alimentata dalla presenza di San Bernardino da Siena. Nel XVI secolo la costruzione del Forte Spagnolo testimonia ancora lo spirito di indipendenza della città la quale nel XVII secolo, benché funestata dal terremoto del 1703 che fece oltre seimila vittime, insorgeva contro i francesi.

I moti rivoluzionari per l’unità d’Italia la videro ancora in primo piano con un cospicuo numero di patrioti e con lo spirito che aveva sempre animato le gloriose vicende della sua millenaria storia.

Come raggiungere L’Aquila:
Immettersi sulla S.S.16 in direzione Pescara. Oltrepassato il centro abitato di Giulianova, si gira a destra in direzione Teramo, percorrendo la S.S.80. Poco prima di giungere a Teramo prendere l’AUTOSTRADA A24 L’AQUILA-ROMA. Uscire al casello L’AQUILA OVEST.

Durata escursione:
Intera giornata

Gallery

Basilica di Santa Maria di Collemaggio

Gallery Residence Il Borgo

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